L’Associazione ” A Campanassa”

L’associazione savonese “A Campanassa” di storia, arte, cultura, economia e vita sociale, ha sede, fin dall’epoca della sua fondazione, nel complesso del Brandale.
La società fu costituita il 14 Maggio 1924 al fine di tutelare le tradizioni, gli usi, i costumi e il dialetto della nostra città.
L’idea di dar vita ad una simile associazione sorse nel 1922, quando un gruppo di Savonesi, per porre rimedio al vuoto avvertito all’interno della comunità, decise di organizzare un “Comitato provvisorio per la costituzione di una Società di Savonesi autentici”. A tale scopo, nel Settembre del 1922, tale Comitato di liberi cittadini, riunendosi nel Bar Splendid, in Corso Italia, ideò la “A Campanassa”. Di quel Comitato erano membri l’avv. Paolo Astengo, il cav. Nicolò Pessano, il cav. Emanuele Canepa, il prof. Francesco Varaldo, il prof. Filippo Noberasco, il cav. Amilcare Dupanloup, il cav. Uff. Antonio Pessano, Emilio Tixi, Giuseppe Ferro, Sensitto Sguerso e Giovanni Bongio. Dopo quasi due anni di attività preparatorie, il Comitato annunciò la nascita della nuova associazione il 16 Aprile 1924 nel corso di una riunione tenuta nella sede della “Fratellanza Operaia” in via Pertinace n.3 int.3 (attuale via Cristoforo Astengo) chiamando a raccolta tutti i Savonesi amanti della propria città. Nel corso di una riunione che si tenne poi il successivo 24 Aprile al Politeama “Garibaldi”, in Corso Mazzini, durante la quale Paolo Boselli fu nominato Presidente onorario della nuova società, fu votato il seguente ordine del giorno:

“I nativi di Savona, di idea e di credenze diverse, ma riuniti dall’amore della propria città, deliberano di costituirsi in una associazione, intitolata dalla vecchia Torre Comunale “A Campanassa” per rievocare e custodire le memorie storiche dei loro avi, per cooperare al bene di Savona con unità di intenti, alieni da spirito di parte.

Mandano un saluto fraterno a quanti di altri paesi e città risiedono in Savona e ne hanno accresciuto e ne accrescono le fortune col lavoro e con l’opera intelligente”. La nascita della nuova società avvenne ufficialmente, come abbiamo detto, il 14 Maggio 1924 al Politeama “Garibaldi”. Di fronte ad una platea affollatissima fu presentato il Consiglio Direttivo provvisorio dell’Associazione insediatosi il 29 Aprile, presieduto dall’avv. Paolo Astengo e costituito dall’ing. Flaminio Becchi, dal cav. Nicolò Pessano, dal cav. Emanuele Canepa, dal prof. Francesco Varaldo, da Antonio Cabutto, da Marco Ferrari, da Giacomo Valente e da Agostino Martinengo; nel corso di quella prima storica riunione dell’associazione, che si diede fin da allora un carattere sostanzialmente apolitico, fu anche votato e approvato il progetto di Statuto Sociale, composto da 15 capitoli scritti da Filippo Noberasco in dialetto savonese; i lavori si chiusero con un pensiero rivolto alla memoria del dott. Ignazio Zunini, definito il “padre spirituale della Campanassa”. Il 1 Giugno 1924, nella sala maggiore della Società Esercenti e Commercianti, fu poi eletto il primo Consiglio Direttivo dell’associazione che, presieduto da Paolo Astengo e affiancato dall’ing. Flaminio Becchi, vicepresidente, dal prof. Filippo Noberasco, segretario, e dal cav. Emanuele Canepa, cassiere, risultò composto da Ernesto Astengo, Stefano Bonfiglio, Giovanni Bongio, Giovanni Damonte, Amilcare Dupanloup, Giuseppe Ferro, Giovanni Battista Musso, Giacomo Parodi, Giovanni Battista Tarò e Francesco Varaldo. Il poeta Giulio Emanuele Minuto compose l’inno sociale su musica del maestro Carlo Collaretto, mentre il bozzettista Omero Bertolotto realizzò il disegno per il distintivo della società. Al momento della sua costituzione, l’associazione poteva contare ben 681 iscritti. L’insediamento ufficiale de “A Campanassa” nel palazzo degli Anziani avvenne l’11 Ottobre 1924, con una semplice ma significativa cerimonia.

 

I primi dirigenti de “A Campanassa” chiesero immediatamente all’amministrazione comunale che venisse loro concessa quale sede sociale la Torre del Brandale ed il Palazzo degli Anziani, simboli storici della Savona medievale; ed il Comune accolse tale invito, ben comprendendo che, da questa fortunata circostanza, si sarebbe potuto trarre spunto per dare avvio a quei restauri del complesso del Brandale ormai non più rinviabili. Fra i primi propositi dell’associazione vi fu dunque quello di riportare al primitivo splendore l’antica Torre del Brandale. Grazie alla determinazione e alle capacità di Poggio Poggi, presidente de “A Campanassa” dal 1928 al 1940, e alle pubbliche sottoscrizioni che trovarono il favore ed il consenso dei Savonesi, nel 1933 si riuscì così a a ripristinare la Torre nella sua altezza originaria, riportandola all’altezza di m. 49,60, e si pose sulla sua sommità una nuova campana, benedetta l’11 Ottobre 1933.
Il pittore Eso Peluzzi realizzò un bell’affresco, sulla parte superiore della Torre, raffigurante l’apparizione di N.S. della Misericordia al Botta.
Oggi la ceramica che sovrasta la Torre “la Madonna di Misericordia” è di Giacomo Raimondi, nato a Savona nel 1912. Da giovanissimo frequento’ i corsi d’arte di Via Quarda Superiore , ebbe per maestro di plastica lo scultore Dario Rebagliati, e come maestro di disegno il Pittore Eso Peluzzi. Dopo il periodo bellico riprese a lavorare ad Albissola la Ceramica.
La sua attività ha spaziato dai pannelli ai vasi, alle statue, ai bassorilievi.

 

Numerose sono state le iniziative e le attività con cui l’associazione si è posta in luce nel corso dei suoi 86 anni di vita. Nel 1927 ha dato vita al “Concorso dei pastori”, cui seguirono dal 1933 gli annuali “Concorsi dei presepi”, al fine di rinnovare e perpetuare l’antica tradizione del Natale mediante la premiazione degli allestimenti giudicati migliori e artisticamente di maggior pregio; tradizione, questa, rinnovata negli ultimi trentasei anni con le “Mostre dei presepi nell’arte ceramica” nella sala del Palazzo degli Anziani inaugurate ogni 13 Dicembre. Dal 1933, dopo due secoli di interruzione, ha ripristinato la medievale tradizione della cerimonia del “Confuoco” celebrata nei giorni di vigilia del Natale con la consegna di artistici vasi in ceramica al Sindaco della città di Savona. Tra il 1929 ed il 1933 ha promosso tre “Concorsi di canzonette dialettali”, poi ripresi a partire dal 1955 come “Concorsi di poesia dialettale”, dal 1974 intitolati alla memoria di “Beppin da Cà”, Giuseppe Cava, grande poeta dialettale savonese del Novecento. Ha sovrinteso alla nascita di “Cicciolin”, la maschera dialettale savonese creata dalla matita del pittore Romeo Bevilacqua nel 1956 e interpretata dal 1983 da Fulvio Lori. Dopo aver aderito nel 1955 all’“Unione Italiana delle Famiglie Regionali”, ha partecipato alla fondazione della “Consulta Ligure”, istituita il 24 Novembre 1973, insieme ad altre associazioni liguri gemelle. Riconoscimenti e consensi hanno poi ottenuto, nel corso degli anni, gli allestimenti della Compagnia Teatrale “A Campanassa”nonchè le esibizioni del “Gruppo storico” in costume e del “Gruppo musicale”. Dal 1973 l’associazione ha indetto la “Marcia delle Civiche Libertà”, poi trasformata dal 1988 in “Paliu di Burghi”, per rievocare la nascita del libero Comune di Savona il 10 Aprile del 1191. E ogni 12 Ottobre celebra l’annuale giornata di Cristoforo Colombo: entrambe le manifestazioni, dal 2004 sono organizzate insieme all’Amministrazione Comunale. Innumerevoli, poi, le iniziative editoriali promosse e patrocinate da “A Campanassa” nel corso degli anni tra cui il prestigioso periodico trimestrale nonchè le manifestazioni artistiche e musicali presentate nelle sale del Palazzo degli Anziani. L’associazione, ha costituito, insieme alla “Società Savonese di Storia Patria”, alla sezione savonese di “Italia Nostra” e all’”Istituto Internazionale di Studi Liguri”, la “Consulta Culturale Savonese”, sorta allo scopo di rispondere, in primo luogo, alle esigenze di tutela, difesa e conservazione del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico del territorio savonese.

L’associazione ha istituito il  premio “A Campanassa Ringrazia” che viene assegnato ogni anno a persone, ente, istituzione, rigorosamente savonese, che abbia portato alto, in Italia e nel mondo, il nome di Savona.

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