I volontari dell’Associazione si prestano ad accompagnare i visitatori sulla Torre millenaria
Sabato mattina 
alle 9,30, alle 10,30, alle 11,30 e alle 12,30
Visite singole e di gruppo

 Giovedì pomeriggio
alle 15.30 alle 16,30 alle 17,30 e ultimo giro alle 18.
solo su prenotazione  e solo per i gruppi
Per il Giovedì la prenotazione è obbligatoria al numero 3280206248

La visita, di circa 60 minuti, ha inizio con brevi notizie sulla storia della Città, con particolare riguardo al tardo Medioevo e cioè al periodo ritenuto il più importante per la vita di Savona: con illustrazione,  del piano viario circostante l’edificio della Torre. Si accede quindi all’interno del Complesso, attraverso la prima sala museale, l’atrio, ove è ubicato il museo lapidario che raccoglie  pregevoli e antiche iscrizioni su lastra, frammenti di sculture, lapidi, sarcofagi, lavatoi, frammenti di sculture votive, il busto di Cristoforo Colombo, stipiti e architravi in ardesia, quali “cornici coprifilo di antichi portali” e altre meraviglie ancora.  Attraverso  l’imponente scalone rinascimentale in marmo, poi, si raggiungono le sale dell’Anziania e dell’Abate, ubicate rispettivamente nel palazzo trecentesco e nella Torre.
Si sale quindi al secondo piano dove si potrà ammirare la Sala Attico o dell’Angiolina e la millenaria sala degli Stemmi.
La visita prosegue con la salita alla Sala di Cristoforo Colombo, in cui si può osservare anche il limite dei mattoni che testimoniano la sopraelevazione della Torre, avvenuta nel 1933….

E da qui, i visitatori giungeranno alla cima della Torre, avvolti nella magica atmosfera della cella campanaria sormontata dal cielo stellato che ispira i versi della Divina Commedia ….. “ e quindi uscimmo a riveder le stelle “, (Inferno XXXIV, 139), quale segnale del nuovo cammino di luce e di speranza, “come pura felicità dello sguardo”, che ci deve accompagnare nei cuori e nello spirito per uscire dalla pandemia emergenziale Covid 19.

E’ doveroso citare il sommo poeta Dante Alighieri, visto che quest’anno ricorre il sette centenario della morte: Dante è il poeta che inventò l’Italia. Dante non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. “Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante” (A riveder le stelle, Aldo Cazzullo, Mondadori 2020).

………….. terminiamo il nostro percorso …………… dalla spettacolare cella campanaria, gli interessati  potranno ammirare un panorama a 360° sulla città e sulla costa.
L’occhio può spaziare sino al promontorio di Portofino e a capo Noli; in giorni particolarmente limpidi, si possono avvistare le foci del Magra e la Corsica.

Storia, cultura, tradizioni, panorama … cosa si può volere di più dalla Torre del Brandale, il monumento più antico della città?
La visita ha un costo di 5 euro, un piccolo gesto per scoprire il fascino del passato e contribuire al suo mantenimento, nel segno della continuità della memoria e dell’identità della nostra comunità.

Il giorno 13 Maggio 2021 si è svolta lìAssemblea Ordinaria e quella straordinaria. Approvate le modifiche allo Statuto sotto riportate.

                            Si è parlato di Campanassa!

Lo scorrere inesorabile del tempo ci impone di ricordare che il 10 Aprile è una data importante per la nostra amata Savona.

 

Venerdì 10 Aprile 2021 cade l’830° anniversario della stipula dell´atto che segnò la definitiva affermazione
del Libero Comune di Savona.

Infatti, fu il 10 aprile 1191 che i Consoli della città di Savona acquistarono, dal marchese Ottone del Carretto, tutto il territorio compreso tra la chiesa di San Pietro in Carpignano presso Quiliano, il crinale dei monti, il colle di Priocco ed il mare e tutti i residui diritti feudali (dopo quelli del 1014 e del 1179, già da tempo riconosciuti ai Savonesi). L’anno successivo furono ceduti al Comune anche i territori di Quiliano e Vezzi. L’atto del 10 aprile 1191, fu stipulato nella vecchia chiesa di San Pietro nei pressi del Brandale, oggi scomparsa, con il perimetro riconoscibile nel fabbricato compreso tra via Pia, piazza Brandale e via Orefici.. Terminò, nello stesso momento, un lungo processo di emancipazione durato vari decenni. Il Libero Comune di Savona avrà termine più di tre secoli dopo, nell’anno 1528, con l’avvento di Genova. Nello stesso anno, il 18 novembre 1191, venne consacrata formalmente l’autonomia della città con il diploma di ratifica dell’Imperatore Enrico VI.

In ogni caso, questa vendita pose fine alla Signoria marchionale sulla città, ma non cessarono i rapporti tra il Comune e la famiglia del Marchese Ottone del Carretto. Infatti, sebbene il titolo di Marchese di Savona venisse sostituito con quello di Marchese “De Carreto” (dal nome del Castello presso Cairo Montenotte), i suoi due fratelli Ambrogio (1183 – 1193) e Bonifacio (1193 – 1198) furono Vescovi di Savona ed il figlio Ugo fu podestà di Savona nel 1202 Non potendo, come ogni anno, celebrare l’anniversario nelle consuete forme (sfilata in costume del corteo storico, incontro al Brandale delle Autorità civili e religiose, lettura dell’Editto, ecc.), stante l’attuale particolare momento, il Comune di Savona e l’A Campanassa salutano la cittadinanza con l’intestata partecipazione a ricordo dell’830° anniversario e con l’abstract dell’atto notarile conservato negli archivi comunali, comunemente detto l’Editto, che ogni anno viene letto alla presenza della cittadinanza e delle Autorità.

Ecco l’editto:

“Registrum Comunis Saone”

Nell’anno millecento novantuno dalla nascita di Cristo, nona indizione, decimo giorno del corrente aprile. Io Ottone del Carretto, per grazia di Dio Marchese di Savona, vendo e consegno a Voi quattro Consoli savonesi, Arnaldo Iolta, Pellegrino Rosso, Bongiovanni Foldrato e Goffredo Ardizzone, acquirenti per il Comune di Savona, tutto quanto io ho e possiedo da San Pietro di Carpignana fino a Savona e al di sopra fino al Giogo, eccettuata la Castellania di Quiliano e tutto ciò che possiedo in Legino e Lavagnola fino al Colle di Priocco e dal Giogo  fino alla riva del mare, eccettuato il feudo dei Signori di Albisola che fu del Marchese del Monferrato e tutto ciò che ho e posseggo in Savona con tutto il contenuto che è compreso fra i predetti confini eccettuato il feudo dei Vassalli che ho in Savona cioè Ansaldo Boccadorzo, Rubualdo Boccadorzo e Pellegrino Rosso, senza nulla per me trattenere, con tutti quei diritti e quelle azioni …. omissis.… Il prezzo stabilito tra me e Voi è di millecinquecento denari di Genova del che mi dichiaro pagato e soddisfatto …… omissis…. a Voi lascio e consegno il Territorio. Vi giuro sui Santi Evangeli che questa vendita è in perpetuo, sicura e stabile e che in nessun modo ad essa si può contravvenire.

[addenda: Fatto a Savona, nella Chiesa di San Pietro il 10 Aprile 1191. Colui che richiese che fosse fatta questa carta la sigillò di sua mano alla presenza dei testimoni. Il Notaio Guido Milanese in Savona scrisse questo atto per volontà delle parti]

 

Savona, 10 aprile 2021, anno 830° dalla costituzione, dall’Anziania
Il Presidente
Dante Mirenghi

 

 

In un momento di grande difficoltà per la situazione sanitaria ben nota a tutti, ci confortano le molte proposte di collaborazione che riceviamo e si ringrazia fin da ora tutti coloro che stanno operando per riordinare ed aggiornare il prezioso materiale in nostro possesso, perpetuando l’immagine dell’A Campanassa nel tempo, dalle origini fino ai giorni nostri

Il servizio sul Tg3 e gli articoli pubblicati in merito allo studio in 3d della situazione strutturale della Torre hanno acceso l’interesse verso questo aspetto e sono al vaglio diverse strategie per collaborare con l’Amministrazione Comunale, al fine di mantenere e valorizzare l’ineguagliabile simbolo della Città.

Sul nuovo portale sarà dedicato uno spazio particolare a questi aspetti.